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Pechino, la fabbrica del mondo e il suo mercante Alibaba

Questa settimana mi trovo a Pechino per lavoro. Un viaggio che consiglio, fosse anche solo per il divertimento di fare alla spesa al silk market, dove ci si può far fare un vestito su misura per poco più di cento euro con consegna in 24 ore.

Pechino è un cantiere aperto, dovunque ti giri c’è qualcosa in costruzione: strade, palazzi, la metropolitana, interi nuovi quartieri periferici. La città si estende su una superficie grossa più o meno come il Belgio, attraversata da autostrade e sei anelli concentrici di circonvallazioni. La popolazione ha superato i venti milioni di abitanti e continua a crescere.

Una delle prime cose che mi ha colpito è l’età media dei suoi cittadini, in grandissima maggioranza giovani. Nella metropolitana, per strada, nei negozi si fatica a vedere persone sopra i 40 anni: la città è popolata da ragazzi che da tutta la Cina vengono nella grande metropoli per cercare fortuna. Colpiscono i suoi contrasti: la ricchezza smisurata di pochi, la povertà delle periferie in stile sovietico, le migliaia di telecamere dappertutto, la città vecchia ristrutturata casa dalla nuova classe borghese ad un passo da piazza Tienamen.

Prima di partire, avevo comprato in  libro di Federico Rampini: “Il secolo cinese”. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo."

Un bel libro, scritto bene, ricco di storie, numeri e statistiche che fanno impressione e al cui confronto l’Italia appare come una remota, romantica e piccola penisola. Oggettivamente da questo lato del pianeta si ha una prospettiva diversa delle cose.

Con i suoi 184 milioni di utenti, già oggi il mandarino è la seconda lingua più parlata sul web e mercato Internet cinese ed è destinato a diventare il più importante al mondo nel giro di pochi anni.

L’industria Internet cinese ha oggi la sua super-star: Jack Ma, fondatore e CEO di Alibaba. La società si è appena quotata al mercato di Hong Kong, la seconda IPO Internet al mondo come dimensione dopo Google.

La storia di Jack è rappresentativa del nuovo ‘chinese dream’. Fino a sette anni fa insegnava inglese ad un liceo di Hanzhou  e arrotondava lo stipendio accompagnando i turisti in città.

Nel 1999 fonda Alibaba con l’obiettivo di collegare la grande quantità di piccole e media aziende cinesi con il mercato globale. Dopo aver costituito la società grazie a 3.000 dollari di finanziamento forniti da alcuni amici universitari, Jack riesce a raccogliere i capitali necessari per far partire la sua azienda da alcuni venture capitalist. Ma lo scoppio della bolla segna una battuta d’arresto per la società, che è costretta nel 2001 a licenziare metà dei suoi dipendenti.

Le difficoltà a generare ricavi portano l’azienda a cercare nuove forme di ricavi. Nel 2003 Alibaba lancia Taobao: un sito di aste. Jack capisce subito che il meccanismo dell’asta al ribasso piace poco alle aziende cinesi e così decide di cambiare il modello adottando un meccanismo di vendita a prezzo fisso.

I ricavi esplodono e così i margini. Nel giro di pochi anni Taobao, raggiunge e supera eBay in Cina.

Yuan (mil)                                2004    2005    2006
Ricavi                                        359        738    1.364
Primo margine                        297        612     1.126
Profitti prima delle tasse        28        103        291

(10 Yuan corrispondono più o meno a 1 euro)

Nel 2005 Yahoo acquista per un miliardo di dollari in contanti il 40% di Alibaba. Oggi Alibaba ha il 70% di quota di mercato nell’ecommerce in Cina. Dalla quotazione completata il 22 Ottobre sul mercato di Hong Kong la società ha raccolto circa 1 miliardo di euro per finanziare la sua crescita.

Oggi Jack è l’amministratore delegato e socio di riferimento di una delle principali aziende Internet al mondo nonchè uno degli uomini più ricchi della Cina, una nazione in cui il 3% della popolazione detiene il 70% della ricchezza del paese. Ma continua a vivere ad Hanzhou e ha fatto di tutto per non cambiare il suo stile di vita.

Jack Ma è diventando un idolo e la fonte di ispirazione per molti ragazzi cinesi: la Cina sforna 350.000 ingegneri l’anno e gode di un mercato internet florido e in piena esplosione. Giovani altamente qualificati, competenti e pieni di entusiasmo  tra cui molto probabilmente si celano nuovi Jack Ma.