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Fight for your digital right

Riprendo il discorso del DRM, vorrei concentrarmi su un tema: la maggior parte dei contenuti oggi su Internet sono generati dai suoi utenti: i testi, le immagini, oggi anche la musica e i video.

L'importanza del tema sollevato dal provvedimento Sarkozy è grande. Perchè tocca le vite di tutti noi.

In Francia qualcuno verrà delegato a:

- controllare i flussi di dati dei propri utenti;
- verificare se c'è una qualche violazione del copyright;
- disconnettere quell'utente.

Stiamo dicendo che qualche ufficio in un operatore di telecomunicazioni, di mestiere controlla i dati degli utenti per annullare i loro abbonamenti.

Nel momento in cui c'è musica va a verificare, decide e poi gli annulla l'abbonamento. Immaginiamo di tradurre in Italia un provvedimento del genere.

Recentemente ad una festa, ho avuto il piacere di reincontrare dopo tanto tempo, due miei ex-soci in Buongiorno Vitaminic. Commentavamo che sui siti di Vitaminic, Iuma e Peoplesound si erano caricate circa 150.000 band di tutto il mondo e alcune migliaia di case discografiche indipendenti. Mezzo milione di musicisti più o meno, che avevano caricato circa alcuni milioni di brani nel catalogo. Al tempo il più vasto catalogo di musica digitale legale al mondo.

La maggior parte dei brani non erano nemmeno registrati presso la SIAE in quanto i loro artisti non erano registrati a nessuna delle decine di collecting societies di tutto il mondo con cui in Vitaminic avevamo fatto accordi per far arrivare più royalties e più velocemente agli artisti e ai discografici di cui distribuivamo i contenuti.

Come conteggiare questi milioni di brani e quelli di centinaia di siti simili in tutto il mondo? E quelli dell'enorme catalogo di Creative Commons? E tutto il fenomeno del re-mixing dei contenuti? La lista dei brani la forniscono le case discografiche? Le SIAE?

Ai tempi della quotazione di Vitaminic, in Banca IMI girava nelle e-mail dei banker, una compilation divertente tenuta da un nostro amico musicista, il quale aveva estratto una 'playlist degli sfiniti'. Roba veramente trash.

Me lo immagino già il bug nel database che un giorno fa cadere ai banker la connessione Internet, perchè si scambiavano della musica fuori dai circuiti tradizionali, via posta elettronica per esempio. Pur avendone diritto.

Nella musica digitale ci lavoro. Un sacco di gente mi manda musica da ascoltare. Già vedo la telefonata al servizio clienti...

'prontooooo servizio clienti, in cosa posso esserle utile?'

'guardi signorina, ho un problema, stavo mandando un contratto mi è saltata la connessione'

'signò per forza, il databeis  mi dice che lei arrubbato l'mp3 dell'ultimo disco dei Subsonica – sa la legge Sarcosì no?'

'...no scusi, guardi è che io...'

'si ma lei non ce lo può avere sto mp3 è vietatoo!'

'no guardi lo so che il disco esce domani, ma sa io...'

'signò, il nuovo mp3 dei Subsonica, lei non ce lo può avere, Sarcosì l'ha detto, signò la sua connessione è stata staccata',

'no guardi ma io, la casa discografica, guardi che sono autorizzato'

'signò, lei c'ha ragione, ma qui il databeis mi dice che il decreto attuativo per le eccezioni previsto nell'emendamento del mese scorso sarà attivato dal reparto tecnico solo nel prossimo upgrade, mi spiace signò le devo staccare la connessione, guardi che lei sta pagando 2 euro al minuto signò...
nel frattempo il databeis mi dice che deve mandare un fax al 1287101928, intestazione servizio eccezioni sarcosì, spiegando la situazione, firmato a biro che poi non si legge, nel giro di qualche giorno gliela mettiamo a posto'

'no scusi, ma un'email non gliela posso mandare??'

'non siamo abilitati signò, si segni il numero signò oppure se vuole le mando un SMS a 10 euro'

'azz...10 euro, vabbè'

'grazie di aver chiamato il servizio clienti signò'

'ma vaffa...staccatemi, mi abbono a Libero'

A me sembra che una strada come quella proposta in Francia non possa avere concrete prospettive di ottenere dei risultati efficaci contro la pirateria e peraltro non affronta un tema cruciale di oggi: i contenuti generati dagli utenti di Internet. Dove per contenuti intendo un'accezione ampia che va dal documento confidenziale, alle cartella clinica, al brano di una band indipendente.

La seconda cosa però che colpisce del provvedimento francese è che in cambio di questo provvedimento le case discografiche e cinematografiche in Francia hanno ceduto sull'interoperabilità.

E questo è un fatto positivo.

Interoperabilità significa quindi che io posso liberamente copiare un brano che detengo legittimamente, da un mio lettore ad un altro. Il diritto di spostare un brano che ho comprato da iTunes sul mio telefonino ad esempio. In altri termini la tutela del mio diritto alla copia privata di un brano che ho acquistato.

In Germania e Svezia, i governi si sono occupati innanzitutto di affrontare un tema con l'industria della musica digitale, quello dell'interoperabilità. Hanno intimato ad Apple che se non rende interoperabile il proprio DRM FairPlay non sarà più permesso ad iTunes di commercializzare musica su quei mercati.

Un danno anche e soprattutto per le case discografiche e gli artisti.

Modificare il software è relativamente semplice, si tratta di rendere interoperabile il software di DRM, che gestisce le licenze musicali collegate ai file audio. Ma va contro gli interessi commerciali di Apple, il cui business principale è vendere iPod.

Tedeschi e Svedesi si sono proccupati prima di tutelare il legittimo diritto alla copia privata dei loro cittadini. Non sono aggiornato su quali iniziative contro la pirateria siano in corso in quei paesi, però quantomeno direi che loro dal medioevo di Internet ci sono usciti già da qualche anno.

E in Italia abbiamo il problema delle intercettazioni.

Un mio amico avvocato mi diceva sempre 'Ricorda le carte hanno le gambe', a me verrebbe da rispondergli 'Figurati, i file hanno le ali'.

Dati. Ed è a proteggerci anche da queste cose che serve il DRM.

Commenti

Ciao Gianluca, era un po' che non passavo di qui...

Ti seguo bene fino alla penultima riga: figurarci se una telecom è in grado di gestire problemi complicati, purtroppo la tua immaginaria conversazione con il servizio clienti è verosimile. Se ne deduce che i DRM sono parte del problema e non della soluzione (cito il Falso Steve Jobs: "DRMs suck. You know it. I know it. But record companies are sich assholes..."). Eppure nell'ultima riga e nel post precedente sembri annunciare una posizione pro-DRM, che però non spieghi davvero. Aspettiamo un futuro post sull'argomento!

Per come la vedo, il DRM è un pezzo essenziale delle infrastrutture digitali necessarie perchè il media interattivo si possa veramente sviluppare. E il primo a sentirne oggi la necessità è spesso il consumatore finale e l'utente di Internet.

File, foto, video, musica, documenti, documenti riservati. Tutta roba che viaggia più o meno in chiaro sulle reti elettroniche.

Il primo che dovrebbe avere un DRM sui propri dati personali è ognuno di noi utenti della rete.

Devo poter decidere io cosa fare dei miei contenuti personali e dati sensibili.

Ciao Gianluca,
scusa...ma più semplicemente..., chi glielo fa fare ad un qualsiasi Telecom, Fastweb etc...di "staccare la spina" ad un abbonato che "scarica"...visto che fondamentalmente paga un tot di euro al mese SOLO PER QUELLO?!?!?...

E poi...secondo me il punto è la percezione che ha la gente) ...ed alla gente (nella stragrande maggiornaza) interessa solo poter usufruire di contenuti senza pagare un centesimo (o meglio senza "apparentemente" doverlo fare)...questo hanno imparato negli ultimi dieci anni, ...e non cambieranno certo idea adesso...e sanno bene che potranno sempre continuare a farlo, in un modo o nell'altro...l'unica strada per me perseguibile è rendere accessibile i cataloghi sulla base di una tariffa flat inclusa in un contratto adsl o un sitema simile o meglio ancora avere tutto in streaming come se il web fosse una grande radio/cinema/biblioteca distribuita in milioni di "networks" sul pianeta....in cui magari potere interagire da utente.

Voglio dire...che per me sostanzialmente bisognerebbe raggirare il problema e togliere alla gente il "bisogno" che ha di scaricare illegalmente...

Mio nonno diceva: "fintanto che la fatica non supera il gusto tutto ok"...ed è questo secondo me l'equilibrio da gestire...

Io parlo molto per sensazioni, è la mia percezione delle cose, magari sbaglio...

Riguardo ai DRM il "Devo poter decidere io cosa fare dei miei contenuti personali e dati sensibili" è sicuramente condivisibile, ma mi chiedo se sia una lotta contro i mulini a vento oppure no...sicuramente i drm servono a qualcosa, ma non a tutto....l'hai detto tu: "i file hanno le ali" ...ed io aggingerei: qualsiasi cosa si può leggere, si può anche copiare.

Convinto che i confronti servano sempre a qualcosa...spero di non averti/vi annoiato troppo!...:-)

Ciao

William

Ciao Gianluca,
scusa...ma più semplicemente..., chi glielo fa fare ad un qualsiasi Telecom, Fastweb etc...di "staccare la spina" ad un abbonato che "scarica"...visto che fondamentalmente paga un tot di euro al mese SOLO PER QUELLO?!?!?...

E poi...secondo me il punto è la percezione che ha la gente) ...ed alla gente (nella stragrande maggiornaza) interessa solo poter usufruire di contenuti senza pagare un centesimo (o meglio senza "apparentemente" doverlo fare)...questo hanno imparato negli ultimi dieci anni, ...e non cambieranno certo idea adesso...e sanno bene che potranno sempre continuare a farlo, in un modo o nell'altro...l'unica strada per me perseguibile è rendere accessibile i cataloghi sulla base di una tariffa flat inclusa in un contratto adsl o un sitema simile o meglio ancora avere tutto in streaming come se il web fosse una grande radio/cinema/biblioteca distribuita in milioni di "networks" sul pianeta....in cui magari potere interagire da utente.

Voglio dire...che per me sostanzialmente bisognerebbe raggirare il problema e togliere alla gente il "bisogno" che ha di scaricare illegalmente...

Mio nonno diceva: "fintanto che la fatica non supera il gusto tutto ok"...ed è questo secondo me l'equilibrio da gestire...

Io parlo molto per sensazioni, è la mia percezione delle cose, magari sbaglio...

Riguardo ai DRM il "Devo poter decidere io cosa fare dei miei contenuti personali e dati sensibili" è sicuramente condivisibile, ma mi chiedo se sia una lotta contro i mulini a vento oppure no...sicuramente i drm servono a qualcosa, ma non a tutto....l'hai detto tu: "i file hanno le ali" ...ed io aggingerei: qualsiasi cosa si può leggere, si può anche copiare.

Convinto che i confronti servano sempre a qualcosa...spero di non averti/vi annoiato troppo!...:-)

Ciao

William

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