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Nudi su Internet

Questa sera ho provato a descrivere cosa è successo in Italia negli ultimi giorni ad un amico inglese: i redditi e le imposte degli italiani sono su Internet, sulle reti peer to peer, sui computer, le chiavette USB, addirittura in vendita in alcuni casi.

Non è stato facile.

Charlie mi guardava un pò stranito, sorpreso – a volte divertito – ma sicuramente ‘puzzled’ da questi ‘Italians‘. Per un inglese è un difficile conflitto. Da un lato un normale e comune senso del pudore e della privacy degli individui. Dall’altro il sapore di una violazione dei diritti fondamentali. Il tutto mescolato con un certo essere però fortemente intrigato dal gossip della cosa e particolarmente da alcuni aspetti e conseguenze indubbiamente particolari della vicenda. Una caratteristica e un senso del gossip che come altre cose secondo me ci accumuna agli inglesi.

Mi ha colpito in questi giorni e sarei curioso di sapere gli aneddoti che questo fatto sta producendo. In azienda ad esempio questo significa che le persone possono con un paio di click andare a investigare nei redditi e imposte dei loro colleghi, capi, sottoposti, partner. Senza considerare i clienti, fornitori, parenti amici o uno chiunque a caso. O per farci delle ricerche. Cosa che sta scatenando un putiferio ovviamente in molti casi.

In fondo ad un articolo di Panorama un sondaggio ad oggi riporta:

Il sito dell’Agenzia delle entrate ha pubblicato le cifre dichiarate e le tasse pagate da ogni cittadino nel 2005. Secondo voi è giusto?

Sì 2204
No 1577
Non so 41

Voti totali: 3822
Inserito il: 30/4/2008

Ed è più o meno il senso delle reazioni che ho sentito in questi giorni. Le persone con cui ne ho parlato sono più o meno equamente divisi tra quelli a favore e quelli contro. Con gli estremi che vanno tra chi ritiene che sia uno dei massimi atti di democrazia possibili e chi pensa che sia semplicemente un atto contrario ad un minimo senso di ragionevolezza. Con diversi grigi in mezzo.

Una cosa è chiara secondo me: è una di quelle cose che ci dimostra ogni giorno di più come il tema delle informazioni nell’era digitale sia di estrema delicatezza ed importanza. Che deve essere trattato con maggiore attenzione, massima competenza e suprema correttezza. E che il digitale va gestito con le tecnologie opportune: strumenti che consentano di bilanciare i nostri diritti e i nostri doveri, come cittadini di una rete su cui siamo fondamentalmente nudi oggi. Che ci piaccia o no, come direbbe un mio amico: è un fatto della vita.