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Il futuro di Internet? Ci ha rotto le scatole

A Catania nell’ambito del FRU (Festival delle Radio Universitarie) si è parlato delle prospettive delle radio e televisioni universitarie in Italia. Negli ultimi anni sono nate decine di nuove radio e alcune televisioni universitarie, un fenomeno che all’estero (Inghilterra e Stati Uniti ad esempio) da diversi anni è ampiamente sviluppato. E’ un fatto molto interessante: un segno vitale che potrebbe assumere anche in Italia una sua rilevanza economica oltre che culturale. La larga banda ha finalmente ‘liberato le frequenze’ radiofoniche e televisive che in Italia sono inaccessibili.

Complimenti agli organizzatori del FRU, l'Ateneo di Catania, gli sponsor che hanno sostenuto questo Festival dimostrando estrema attenzione verso un fenomeno denso di elementi positivi quanto mai necessari di questi tempi.

Il dibattito è stato molto acceso ed interessante, favorito dal sole della Sicilia. Ad un certo punto la discussione ha cominciato a prendere una direzione ‘classica’ sul ‘futuro di Internet’... Sono dieci anni che partecipo a convegni di questo tipo e quasi inevitabilmente si finisce per cascare su questo argomento.

Altrettanto spesso la discussione si polarizza dividendo tipicamente il panel in due schieramenti: i ‘supergiovani’ e i ‘matusa’... per dirla alla Elio. Trasformando talvolta il tutto in un banale dibattito ‘pro’ e ‘contro’. La cosa che odio è che questo mi costringe a fare quello che sta tra i supergiovani...a 41 anni.

Son cose.

Mi sono rotto le scatole di questi dibattiti sul futuro di Internet.

Soprattutto se parlare del futuro è solo un modo per ‘spostare in avanti il problema’ ed evitare di affrontare un concreto confronto con il presente dei media. E non solo di quelli digitali.

Gli italiani passano ormai un bel pò del loro tempo su Internet. Ci lavorano, si informano, si divertono e soprattutto oggi, si esprimono.

La raccolta pubblicitaria sul web ha superato quella della radio già da qualche anno nei mercati più evoluti tecnologicamente. Il web sta trasformando rapidamente l’approccio che molti di noi hanno rispetto ai media, esponendoci tutti alla possibilità e difficoltà di interagire, partecipare, produrre e distribuire contenuti. Il nostro 'media-mix' sta cambiando.

Basta parlare del futuro di Internet, è ora di parlare del presente dei media digitali un mondo con cui dobbiamo organizzarci a convivere.

Bugo al mitico Hiroshima Mon Amour trasmette su YouTube da Torino, Italia.

Ciao Catania.

Commenti

Bravo Gianluca!
Il futuro di Internet è presente ormai da così tanto tempo che ormai è quasi passato.
Il punto è che chi si pone ancora questo problema è nella preistoria.
Mario

Concordo, basta parlare del futuro soltanto per non guardare al presente. E' ora di iniziare a fare i conti col presente.

se penso che lavoro nel campo dei "new media" dal 1994...

sottoscrivo sottoscrivissimo!!!!!!

si, insomma diciamocelo, sono una quindicina d'anni che esistono i new media. Forse è giunto il tempo di considerare che non si torna più indietro e occorre guardare avanti.

Sempre a Catania ho conosciuto un professore che insegna Storia dei Media. Mi piacerebbe aprire un corso di laurea sul presente dei media e magari sul futuro (prossimo ) dei media. Sono sempre più convinto che studiare il passato dei media 'analogici' ci insegni poco di veramente utile sul presente e futuro dei media interattivi e digitali.

Sono due cose troppo diverse

Ben detto Gianluca. Volevo solo aggiungere una cosa: i tipi della Rai hanno messo le mani avanti come se gli si volessero scippare pezzi di palinsesto. Non hanno capito, ma mi sembra evidente, che i media universitari sono nati e contnueranno a calcare il web. Era solo una richiesta di "finestre" che rilanciassero poi al web. Ma se ne può anche assolutamente farne a meno.
Ciao
è stato un piacere conoscerti e spero che si possa lavorare insieme a qualche progetto interessante.

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