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Lavorare nella nuvola

Sono tre anni che ho cominciato una sorta di curioso esperimento utilizzando quasi esclusivamente per le mie necessità di computing applicazioni web based. Viaggiavo spesso per fare kitesurf, e altrettanto spesso e volentieri in posti ameni dove l’unico modo di lavorare erano Gmail o Google Docs agli Internet cafè.

La cosa non sempre è agevole ma ha dei vantaggi decisamente notevoli, ed il primo ovvio era l’accessibilità. Ormai oggi praticamente da tutto il globo ti colleghi. Dall’albergo di Pechino all’Internet cafè di Cabarete e spesso anche in larga banda.

Il cloud computing è ancora più un’idea che una realtà a dire il vero. Però possiamo già oggi sperimentarne i suoi primi benefici pratici.

Il secondo vantaggio ovvio è il ‘software’ stesso: Firefox basta, il resto è sulla rete.

E non è solo un vantaggio di costo, nel senso che il software che serve oggi per usare il computer è praticamente tutto sul web. Tutta roba gratuita – dopo qualche mese ho poi installato Open Office per poter lavorare offline – oppure finanziata dalla pubblicità (Google Calendar, Plaxo per la rubrica, Linkedin).

Ad un certo punto subii il furto del mio portatile.

Come la molti di noi non avevo i backup di tutto, ma ad un certo punto mi sono reso conto che non avevo perso quasi niente: email, foto, contatti, documenti (che spesso ho recuperato direttamente da Gmail come allegati a messaggi). La ‘mia roba’ era sulla nuvola. Basta accedere alla nuvola e ho accesso alle mie cose. Con l’eccezione della musica (una cosa su cui vale la pena riflettere), dalle foto condivise con gli amici, ai documenti aziendali. Le email, persino molti video.

E’ quindi anche un ‘software’ che per molti aspetti può funzionare molto meglio.

Plaxo non solo mi ha permesso di non perdere i miei contatti, ma molti li tiene aggiornati. Quindi rispetto a prima un grande vantaggio.