La rete è oggi un tessuto connettivo a cui siamo attaccati e da cui ormai per molte cose dipendiamo.
Da un anno collaboro con una neocostituita società software indiana. Il suo fondatore - Rushi - non ha nemmeno un cliente indiano. Eppure la prima volta che è uscito dall'India è stata per venirci a conoscere in Italia. Visita che ricambieremo quest'autunno.
Da Surat lavora con clienti trovati su Internet in Europa, negli Stati Uniti. Da Boston a Torino. Li classifica per tipo di messenger che utilizzano: un giorno mi racconta - "ho 7 clienti su Skype, 10 su MSN, 5 su Google".
Io non conoscevo nemmeno l'esistenza di Surat: 4,5 milioni di abitanti, una delle principali aree di crescita e GDP in India.
Un anno fa cercando su Expedia mi dava un solo volo da Nuova Delhi il giovedì.
Poi cerco e trovo che la città ha tre Università e Politecnici con corsi di ingegneria informatica ed elettronica. E' il principale centro di taglio e smistamento di diamanti al mondo ed ha un grossa industria tessile. Una metropoli.
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Abbiamo convinto Rushi ad incorporarsi (e ci ha messo sei mesi) dopo aver scoperto che non aveva nemmeno una società. La mamma raccoglieva i pagamenti via paypal e a fine mese distribuiva la paga a tutti, incluso Rushi stesso. In contanti.
Rushi e i suoi hanno gli stessi trent'anni dei suoi colleghi sviluppatori di software in Italia.
Ma a differenza degli italiani con 700 dollari al mese sono delle star. Possono pensare al loro futuro, sposarsi, comprare una Tata. Sono quelli che ce l'hanno fatta. E sono ipermotivati.
Con la tecnologia si possono organizzare processi prima neanche immaginabili e si può immaginare di scalarli in modo impressionante. Migliaia di persone stanno scrivendo adesso la più grossa enciclopedia del mondo, in 250 lingue via Internet, ognuno da casa propria.
Lo stanno facendo in modo distribuito, organizzato e coordinato. Migliaia di contributori, orchestrati per costruire un prodotto (editoriale in questo caso), gestire un processo o fornire un servizio.
Un giorno magari ci saranno webcall center, 24 ore su 24 su qualunque argomento, dove umani o avatar ti rispondono in qualunque lingua. Paga media 200 dollari al mese. Una miseria se sei a Milano, soldi che in molti posti possono bastare a togliersi dal fango, digital divide permettendo.
Dal crowdsourcing allo schiavismo digitale il passo è breve. Ma chi schiavo di chi? A me la spettacolare cerimonia di oggi in certi punti faceva pensare a Matrix.
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Commenti
Andrea 18/ago/2008 23:14:12
Admin 27/gen/2009 23:39:36
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