LHC è un acceleratore circolare di particelle in grado sparare protoni ad una velocità pari al 99,9999991% della velocità della luce. In pratica è un cannone protonico in grado di sparare raffiche di 2.808 "pacchetti" ognuno dei quali contiene 100 miliardi di protoni. Tali particelle sono delle specie di proiettili che lungo questo tunnel si incrociano e si scontrano: in ogni secondo si ottengono 31 milioni di incroci e 20 collisioni, ognuna delle quali genera delle particelle di vario tipo. Queste attivano dei rivelatori, i quali trasmettono segnali verso il complesso sistema informatico del CERN.
Secondo la teoria in questa situazione ogni due secondi e mezzo si genera un bosone di Higgs. La generazione del bosone di Higgs vene rilevata dai rivelatori di particelle come un "evento" con ben precise caratteristiche, che si trova però mescolato a tantissimi altri eventi non interessanti (ogni collisione genera 1,5 megabyte di dati) da qui l'esigenza di "filtrare" tali dati al fine di selezionare solo quelli utili allo scopo dell'esperimento. Se si volessero caricare su dei CD le informazioni generate da un giorno di funzionamento di LHC, sarebbe necessario masterizzare una quantità di CD che impilata arriverebbe fino alla Luna. Decisamente poco ecologico e non gestibile. L'unico modo per cercare il bosone è dunque quello di filtrare i dati con le stesse tecnologie per la difesa da un attacco DDoS.
Per LHC si ha a che fare con un sistema di filtri e acquisizione dei dati organizzato su più livelli: un primo livello effettua una scrematura dei dati provenienti direttamente dai rivelatori selezionando solo gli eventi con caratteristiche tali da renderli "promettenti" da un punto di vista dell'individuazione del bosone. Questi dati passano ad un secondo livello di analisi, effettuato da un insieme di computer che ha il compito di ricostruire le informazioni fisiche collegate agli eventi selezionati dal primo livello. Le informazioni elaborate a questo secondo livello vengono così passate al nodo centrale della rete di calcolo di LHC, denominata GRID. GRID è una potente rete di calcolo organizzata in tre strati (lo strato "0" costituito da migliaia di processori e sistemi blade che risiede al CERN, lo strato "1" costituito da 12 centri di calcolo del CERN e altri centri presenti in altri laboratori, lo strato "2" di cui fanno parte centri di calcolo più piccolo distribuiti in laboratori ed università che partecipano al progetto).
Inizialmente al Cern si pensò di usare Internet per filtrare i dati: l'idea era quello di una sorta di attacco DDoS sparato dalla rete a scopo benefico: cannonare dati da una parte all'altra della rete per trovare il bosone e far progredire la nostra conoscenza dell'Universo.
I terabyte di informazioni sarebbero stati sparati nella rete per essere filtrate da server in grado accoglierli, elaborare e registrare le informazioni. Qualcosa di simile al progetto SETI per cercare la vita extraterrestre.
In questo modo Internet poteva essere usata come una mega lavatrice per trovare la mitica 'particella di Dio'. Certo è che un'operazione di questo tipo avrebbe messo a dura prova l'infrastruttura di pezzi interi della rete, congestionando Internet per grosse aree geografiche.
Si è optato così per il sistema sopra descritto.
Ciononostante la la pirateria informatica internazionale riesce a razzolare banda su Internet e a lucrare. Da un certo punto di vista, la vittoria del male contro il bene.
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Commenti
Fausto Intilla 24/mar/2009 17:27:41
Fausto Intilla 24/mar/2009 17:32:58
Fausto Intilla 24/mar/2009 17:33:55
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