Anche nel 2008 il venture capital early stage Italiano è cresciuto.
AIFI ha pubblicato il suo rapporto annuale da cui emerge che gli operatori attivi nell’early stage sono stati 36 contro i 27 del 2007 ed hanno completato 88 investimenti pari a 115 milioni di euro, in netta crescita rispetto all’anno precedente (+75%), con un taglio medio per operazione di 1,3 milioni di euro.
Ad operare sono prevalentemente fondi specializzati nel seed e venture capital early stage (38 investimenti) e fondi regionali pubblici (30 investimenti). Le istituzioni bancarie non si occupano di venture capital (cosa assolutamente normale), infatti meno del 25% degli investimenti complessivi di venture capital è stato effettuato da country funds, banche e SGR.
Gli investimenti in startup high-tech sono stati in tutto 58 prevalentemente nel campo ICT, medicale, media & entertainment e biotech. Il media-tech - area in cui opera dpixel, è il settore prevalente e ha rappresentato un terzo degli investimenti effettuati complessivamente nell’high-tech.
E’ interessante guardare la ripartizione geografica delle operazioni: due terzi dei deal di venture capital e private equity sono stati fatti al nord e un terzo un Lombardia. Lombardia ed Emilia Romagna hanno fatto un numero di operazioni che è equivalente a quello di Veneto, Umbria, Friuli, Lazio, Piemonte e Toscana messe insieme. Minimale o inesistente il venture capital e il private equity in tutte le altre regioni.
La principale novità istituzionale del 2008 è stata il varo della legge 133 del 6 Agosto 2008 che oltre a istituire agevolazioni fiscali per i capital gain reinvestiti in startup ha costituito presso la Cassa Depositi e Prestiti un apposito fondo che ha consentito la partenza di 4 nuovi fondi di venture capital a inizio 2009 dedicati ad investimenti nel Sud Italia. Il provvedimento si ispira ad un’analoga operazione lanciata una decina di anni fa dal governo francese che ha determinato la partenza dell’intero comparto del venture capital Francese. Comparto che oggi è circa venti volte superiore a quello Italiano.
Le risorse dedicate al venture capital sono ancora insufficienti per un paese come l’Italia ma il fatto positivo è che sono costantemente in crescita, anche se lenta, da ormai 4 anni. Un trend che sicuramente sarà confermato anche quest’anno. C’è ancora molto da fare, ma la direzione è quella giusta.
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