Bell'intervento Gianluca. Sbaglio o hai anche alzato un pò il tiro? Parli di finanziamenti fino a 1 mln e dici che il vostro lavoro è trovare il nuovo Twitter... L'altro giorno pensavo a te leggendo quest'articolo: http://bit.ly/UcZ7o. L'ha ripreso anche Fred Wilson, naturalmente per smontarlo: http://bit.ly/15S8Wd. Io trovo però che questo Altucher non ha poi tutti i torti. Internet, bolle a parte, ha sfornato finora una sola blue chip, monopolista de facto nel suo ambito. Oggi le uniche aziende in grado di fare un balzo del genere sono forse FB, Twitter e Spotify, ma è dura... Certo poi ci sono alcuni business medi di tutto rispetto (Etsy, Yelp...), ma alla fine la ciccia è un pò pochina rispetto ad altri settori (energia, microbiologia, nanotech...), non trovi? Polegato insiste molto sul fatto che l'innovazione ed il business che ne può nascere devono basarsi anche sulla proprietà intellettuale (brevetti). Mi sembra una cosa molto concreta e vera, di difficile applicazione su Internet, dove invece si tende a puntare su idee facilmente replicabili, sperando solo di azzeccare i tempi giusti. Tu come la vedi?
grazie paolo. Non ho alzato il tiro, il fondo dseed ha una capacità massima di investimento di 1 mio di euro, da quando è nato. Si certo la proprietà intellettuale è importante ma non è l'elemento fondamentale su cui basare un investimento per come vediamo noi il venture capital. Ogni investitore ha un suo modo di interpretare il mercato e operare le scelte di investimento però.
Concordo con Polegato per quanto concerne settori tipo lifesciense, biotech, nanotech ma nel campo del web/ICT contano più le persone, le idee ambiziose e la capacità di eseguire una strategia.
Commenti
Paolo 21/lug/2009 15:07:33
dgiluz 21/lug/2009 15:58:06
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