Bel post sul crowdsourcing di Airin. In dpixel siamo molto interessati al crowdsourcing, tra gli investimenti che seguiamo Crowdengineering affronta il tema da un punto di vista molto particolare.
Distinguiamo il crowdsourcing in due livelli, laddove la variante essenziale è il contesto in cui si svolge l'attività. Da questo punto di vista ci sono due situazione tipiche: quella che chiamiamo del 'best effort' e quello che definiamo 'enterprise'.
Il crowdsourcing ha dimostrato infatti di funzionare bene come metodo produttivo in contesti come Wikipedia, con un modello di 'best effort': le spontanee contribuzioni di decine di migliaia di editor sono state in grado di produrre la più vasta e aggiornata enciclopedia del mondo. Il crowdsourcing è l'unica metodologia efficace per generare un prodotto di questo tipo ed è in grado di scalare praticamente all'infinito.
Ma come dobbiamo attrezzarci se vogliamo utilizzare il crowdsourcing come metodo produttivo da utilizzare in azienda? In un contesto aziendale abbiamo bisogno di poter gestire il processo end-to-end: organizzare e profilare i contributori, assegnare i task e chiudere i processi, remunerare i contributori e verificare i loro deliverables. Se voglio utilizzare il crowdsourcing per fornire servizi di help online e di customer care, ad esempio, devo rispondere entro certi parametri di tempo, costo e qualità alle richieste dei miei clienti.
Di questo si sta occupando appunto Crowdengineering.
CATEGORIE: crowdsourcing, dpixel, Hack the web, innovazione, Prima pagina, venture capital
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Commenti
emilio 04/gen/2010 16:46:34
dgiluz 04/gen/2010 17:35:10
emilio 04/gen/2010 18:56:46
dgiluz 04/gen/2010 19:06:13
Marco Fabbri 04/gen/2010 19:43:15
Francesco Marinuzzi 11/gen/2010 20:25:32
Michele 14/gen/2010 16:26:14
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