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Internet per tutti: libertà, apertura, fiducia

Live blogging, dell'evento organizzato dal Ministro dell'industria, energia ed economia digitale Francese, Eric Besson. Il titolo spiega da solo la differenza di approccio culturale sul tema della digitalizzazione al di là delle Alpi. Internet è considerato innanzitutto come motore di democrazia e libertà: ieri sera all'apertura dell'evento il Ministro ha moderato un panel di trentenni dal Marocco, Tunisia, Libia. Blogger, imprenditori tecnologici e VC, che in Nord Africa hanno utilizzato la rete per rovesciare governi retrogradi e dittatoriali. In questi paesi la gente si è iscritta a Facebook e Twitter perchè non si fidano dei media ufficiale e la rete é l'unico modo per conoscere veramente la verità, senza mediazioni e corruzioni. Ed oggi guardano con nuova speranza al futuro. In Francia il 5% dell’economia è direttamente collegata ad Internet ed in molti paesi determina oltre il 20% della crescita nel PIL. E così quaranta ministri delle telecomunicazioni, sviluppo economico e innovazione di quaranta nazioni di tutto il mondo, a discutere con circa duecento esponenti del mondo della tecnologia, dell'innovazione e del venture capital di tutta Europa e del resto del mondo. Ovviamente il Ministro Romani, tra gli invitati, almeno finora non si è nemmeno fatto vedere. D'altra parte cosa avrebbe da dire in un contesto di questo tipo? Che in Italia si cerca di tappare la bocca ai blogger, si tagliano gli investimenti nelle infrastrutture digitali e nella larga banda, si tassano gli operatori di telecomunicazioni e si sovvenzionano i decoder per la televisione, oggetto che se sopravviverà sarà solo perchè verrà collegata a Internet.