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Startup in Italia: si può fare!

A due anni dall'improvvisa scomparsa di Paolo Geymonat, fondatore e e presidente di Bakeca, insieme ad alcuni amici, abbiamo scritto un e-book curato da Sergio Chiarla per commemorarlo. Il libro  raccoglie attraverso le sue email lo spirito di un imprenditore, innovatore, filosofo ed essere umano di rara intelligenza, carisma, trascinante simpatia ed energia positiva.

Il libro intitolato 'Costruire web company di successo: anche in Italia si può!',  vuole essere di stimolo a tutti i giovani che stanno pensando di fare una startup. L'idea è di offrire un orizzonte più vicino ed accessibile della Silicon Valley. Fare startup qui a casa nostra si può, la storia di Paolo Geymonat e Bakeca ne sono la testimonianza più tangibile.

"In molti scrivono sulla ricchezza e sul valore del sogno, ma è difficile incontrare persone che sappiano realizzare in modo concreto i loro sogni." scrive il curatore del libro, Sergio Chiarla, descrivendo la personalità di Paolo Geymonat. Sogno e concretezza, due facce della stessa medaglia, due ingredienti che ogni progetto dovrebbe avere per sfondare la porta del successo.

L'e-book verrà reso disponibile sui principali distributori di e-book italiani e contestualmente sul portale Rete del Dono (www.retedeldono.it) dove Bakeca ha aperto una pagina commemorativa e lanciato un’iniziativa di raccolta fondi a favore di CasaOz Onlus, un’associazione torinese che offre servizi di accoglienza e supporto alle famiglie  con minori che vivono situazioni di malattia infantile.

Il libro verrà presentato il  17 novembre alle 17, presso facoltà di Economia e Commercio di Torino in un convegno dal titolo 'Costruire web company di successo: anche in Italia si può!'. Partecipano:

Alessandro Rivetti – Bakeca

 Nader Sabbaghian – Bravosolution

Vito Lomele – Jobrapido

Gianluca Dettori – Vitaminic e Dpixel 

Nicola Canonico - Easybit e Sosimple

Vittorio Pasteris – Giornalista e Blogger

 

Commenti

Paolo è stato uno dei grandi imprenditori web Italiani. E' stato un onore lavorare con lui. Spero che il suo esempio possa essere di ispirazioni a molti altri che cambieranno il nostro paese come lo stava facendo lui.
Non ti dimenticheremo mai.

No mi spiace. Non sono d'accordo. Se non sei figlio di "Qualcuno", l'Italia va bene al massimo per farti pagare dai tuoi poveri genitori la laurea di primo livello e il corso di Inglese che ti permetteranno di cominciare a fare una vita decente in un'altro paese. Le alternativa sono due: la fame o la follia...

Credo che la questione delle start up sia essenziale in italia, principalmente per 3 ragioni:
la prima e’ che siamo un paese ancora drammaticamente arretrato, rispetto ai nostri competitors, sui nuovi media e sulle opportunita’ di crescita economica che questi assicurano.
la seconda e’ che siamo un paese con un livello di disoccupazione giovanile altissimo, specialmente al sud.
la terza e’ che in Italia e’estremamente difficile, vista la scarza meritocrazia del sistema, che i talenti giovani e non facciano strada sia nelle imprese pubbliche che private.
per queste ragioni e’ importante che si comprenda a pieno il potenziale occupazionale, oltre che di crescita culturale ed economica che le nuove imprese legate a internet possono garantire, anche a fronte di investimenti modesti.
vi segnalo a tal proposito un’interessante articolo a riguardo:
http://www.lafinanzasulweb.it/2012/intervista-a-francesco-marini-clarelli/

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