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Nasce Neon Club: un nuovo attore dell’innovazione

E' stato presentato ieri sera a Milano una nuova iniziativa che potrebbe dare un grande supporto all'ecosistema delle startup Italiane: parte Neon Network, l'angel network creatura di Elserino Piol, instancabile, e Mario Citelli. Nuove forze e competenze che si aggiungono alle diverse iniziative che stanno rilanciando l'innovazione Italiana.

All'incontro di presentazione con me tantissimi amici, che negli ultimi quindici anni hanno fatto pezzi dell'Internet Italiana e che ora si dedicano a far partire startup. Mario Mariani, che con Netvalue da Cagliari, sta attivando il grande patrimonio di competenze che Tiscali e prima Video Online hanno lasciato sul campo. Enrico Gasperini che con Digital Magics si sta scatenando, lanciando decine di startup. Max Bulling di Bizmatica e Tommaso Caotorta che da anni non sospetti attraverso IBAN anima l'angel investing in Italia.

Ho visto in sala però molti angel investors e attori del venture capital early stage: Quantica, Finlombarda, Italian Angels for Growth ma sono sicuro di non citare tutti quelli che c'erano, che conoscevo, tra il centinaio di persone alla presentazione.

Neon Network è un attore diverso dagli altri. La stima e l'ammirazione che ho per Elserino Piol, mio mentore mi ha consentito di chiamarli scherzosamente un gruppo di "guardoni di startup". In linea con lo stile bunga bunga molto in voga.

Ma sono quei 'guardoni' che ti possono cambiare la vita. Neon Network non è un fondo di investimento di venture capital, bensì è un network di angel investors con un cosiddetto 'soft committment'. Per entrare nel network non è necessario prendersi l'impegno di investire dei capitali. Neon Network si occupa di selezionare startup che ritiene interessanti opportunità di investimento, le supporta ed accompagna ai potenziali investitori del network, con l'obiettivo di capitali adeguati a finanziarle. Come giustamente Piol ha fatto notare ieri sera, tutto quello che sta succedendo nell'early stage in Italia è ottimo e un buon segnale. Ma con una scala assolutamente inadeguata rispetto al potenziale che l'Italia è in grado di esprimere.

Per chi vuole investire in startup, entrare in Neon Network avrà una fee minima, sufficiente a coprire i meri costi di gestione e il management team si finanzierà con 'success fee' laddove riesce a mettere insieme i capitali per finanziare le startup e sindacare operazioni di investimento.

Vorrei anticipare una risposta a chi mi farà questa domanda. Ma a cosa serve un angel network se non ci sono i capitali a disposizione?

Una cosa che molte startup hanno difficoltà a comprendere a fondo è che i capitali nell'early stage si pesano (oltre a contarsi ovviamente). Sono moltissimi i casi di startup di successo che hanno accettato valutazioni inferiori, pur di assicurarsi l'investitore che i fondatori ritenevano giusto nel proprio azionariato. Quando con Adriano, Frank e Andrea Di Camillo andammo dal notaio per costituire Vitaminic, eravamo quattro amici che stavano sviluppando un sito di musica su Internet. Il minuto dopo che Elserino Piol diede il suo gradimento all'investimento eravamo improvvisamente diventati qualcosa di completamente diverso per il mondo esterno.

Tre ex-manager di Robe di Kappa, Mastra e Lycos lanciavano una startup nel campo del marketing e distribuzione digitale di band e case discografiche emergenti, internazionale, dall'Italia. Improvvisamente la gente cominciava a prenderci sul serio. E avevamo trovato i soldi per partire. 

Un consiglio alle startup. Se avete un progetto che merita l'attenzione di gente – come Elserino Piol – che ha fatto qualche centinaio di operazioni di venture capital, mandate il vostro pitch a Neon Network. A me ha cambiato la vita. 

e.piol  (at) neonclub (punto) net